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tecnica

Le icone si realizzano su tavole di legno preparate accuratamente per accogliere la pittura. Per la realizzazione di un’icona può essere utilizzato ogni tipo di legno, purché sia ben stagionato e privo di nodi. Date la sua omogeneità e la sua morbidezza, il tiglio è la qualità che si predilige.
Definito il soggetto e studiata la dimensione adatta alla sua realizzazione, inizia il lavoro di preparazione della tavola. Per prima cosa si individua il lato della tavola più vicino al cuore dell’albero, questo eviterà che, col passare degli anni, il legno deformandosi danneggi il dipinto. Su questo lato viene incollata, grazie all’uso di colla di pelle di coniglio in grani, scaglie, o fogli, accuratamente gonfiata in acqua fredda e scaldata a bagnomaria, una tela di cotone o di lino.
Quando la tela sarà asciutta e ben incollata alla tavola in tutte le sue parti, non ci devono essere grinze o bolle, inizia la fase della gessatura. Con un pennello resistente si stende una mistura di polvere finissima di gesso di Bologna o Medoun sciolta nella colla di coniglio calda. Dopo varie stesure a pennello, si inizia a stendere la mistura con una spatola così da rendere perfetta, senza solchi e striature, la superficie. Quando l’asciugatura del gesso sarà completa, utilizzando carte abrasive a grana sempre più sottile, si leviga la superficie che diventerà lucida e priva di qualsiasi impurità e asperità.
A questo punto è possibile iniziare il lavoro di scrittura dell’icona. Il disegno si può riportare tramite un calco con terra di Siena, con carta grafite o progettandolo direttamente a pennello con ocra gialla e acqua.
Quindi si procede alla doratura, che può essere realizzata in vari modi: il metodo della doratura a bolo, una pasta argillosa, su cui viene posata la foglia d’oro zecchino che verrà lucidata con un brunitoio di pietra d’agata. E il metodo a missione, una colla su cui viene posata la foglia d’oro zecchino a decalco.
Le icone si dipingono con l’antica tecnica della tempera all’uovo. I pigmenti minerali e vegetali, vengono mescolati con un’emulsione di tuorlo d’uovo e vino bianco. Questa tecnica pittorica, consolidata nel tempo, consente alla pittura di resistere per molti secoli.
La pittura avviene per schiarimenti, si parte dalla stesura dei fondi scuri, per giungere, con pennellate sempre più chiare e un continuo bilanciamento tra strati opachi e velature trasparenti, alle lumeggiature bianche sui volti dei soggetti rappresentati. Le forme sono così modellate dalla luce e non dall’ombra.
Al termine della pittura l’iconografo scrive il nome del personaggio o dell’episodio che l’icona rappresenta. Quando l’icona è asciutta si procede alla verniciatura finale, in modo da fissare e proteggere la pittura nei secoli.

Call Now ButtonOmbretta Mussolin